La collezione archeologica

Schio e il territorio circostante: indicazione delle località di provenienza dei reperti archeologici appartenenti alla collezione Cibin GoriLa sezione archeologica della collezione Cibin Gori, come pervenuta al Comune di Schio, è costituita da più di 4000 manufatti. Un gruppo consistente di reperti proviene dagli scavi archeologici condotti nella grotta di Bocca Lorenza (Santorso) e nei siti di Castel Manduca (Piovene Rocchette) e di Magrè. Altri materiali sono frutto di ritrovamenti occasionali e di raccolte di superficie effettuate prevalentemente a Schio, Santorso, Caltrano e Chiuppano; altri ancora non hanno una provenienza precisa, ma possono comunque essere ricondotti con buona probabilità al territorio altovicentino.

Dalla grotta di Bocca Lorenza provengono oltre 700 manufatti, riferibili alle principali fasi di frequentazione documentate nel sito: il Neolitico, l’età del Bronzo, la seconda età del Ferro e il Medioevo. Particolarmente interessanti appaiono i materiali neolitici, in prevalenza frammenti di vasi ceramici, come i caratteristici vasi “a bocca quadrata” (quattro dei quali ricostruiti con ampie integrazioni), ma anche selci lavorate e strumenti in osso. Degni di nota sono inoltre i materiali dell’età del Bronzo e dell’età del Ferro provenienti dagli scavi di Castel Manduca e di Magrè, oppure il cospicuo nucleo di manufatti in bronzo dall’area del Castello di Santorso, ancora inediti.

Nella collezione sono presenti anche alcuni pregevoli oggetti in bronzo di età romana (tra cui una statuetta di Vittoria alata da Santorso), un centinaio di monete, sia romane sia della Repubblica di Venezia, e un piccolo gruppo di vasi ceramici miniaturistici e di terrecotte, di produzione greca e magnogreca, dei quali non si conoscono né l’origine né le modalità di acquisizione.

L’assoluta maggioranza dei reperti rispecchia la situazione effettivamente riscontrabile nel contesto altovicentino, come confermato anche dagli studi più recenti sull’argomento. Guido Cibin non raccolse dunque in modo selettivo ciò che più gli interessava o più lo attraeva, ma ogni testimonianza del passato che, a suo modo di vedere, poteva rivestire un qualche valore storico-documentario. In questa scelta emerge la figura di un collezionista preparato e lungimirante, che seppe creare un’importante raccolta archeologica, ancora oggi di sicuro interesse scientifico.