L'acquirente Gabriel Naudé

Tra gli esemplari del De calido innato conservati all’interno di biblioteche pubbliche ne abbiamo individuato uno che fu acquistato nel 1627 a Venezia da un celebre frequentatore dello Studio padovano in quel torno d’anni, Gabriel Naudé (1600-1653), allora ventisettenne e non ancora laureato.

La copia con legatura in marocchino rosso si trova oggi conservata a Parigi alla Bibliothèque nationale de France e si riconosce per la nota di acquisto scritta di suo pugno «Emi Venetiis anno 1627. Gabriel Naudaeus» - comprai a Venezia nell'anno 1627. Gabriel Naudé (Boeuf 2007, p. 197).

1 Gabriel Naudé. Ritratto

Parigino di nascita, Naudé soggiornò a lungo a Roma come segretario e bibliotecario del cardinale Giovanni Francesco Guidi di Bagno, al cui seguito compì diversi viaggi, talvolta affiancando il suo medico personale Baldo Baldi. Dopo un breve servizio presso il cardinale Francesco Barberini, fu chiamato a Parigi prima come bibliotecario di Henri de Mesme II, e in seguito del cardinale Richelieu e del suo successore alla carica di primo ministro il cardinale Mazzarino. Infine fu a Stoccolma al servizio della regina Cristina di Svezia. Per Mazzarino raccolse una considerevole biblioteca una parte della quale fu venduta nel 1652, mentre l’altra parte forma il nucleo principale dell’attuale Bibliothèque Mazarine a Parigi. Per alcuni suoi fondamentali scritti come l’Advis pour dresser une bibliothèque (1627) è considerato il fondatore della biblioteconomia.



1 G. Naudé, Gratiarum actio, habita in Collegio Patavino, pro philosophiae & medicinae laurea, Venezia, A. Baba, 1633. Frontespizio (25 maggio 1633)

Naudé soggiornò a Padova dal 1626 al 1627 per proseguire gli studi di medicina intrapresi nella sua città e vi ritornò per laurearsi nel 1633 (preside Benedetto Selvatico, promotore Fortunio Liceti). Anche dopo la partenza tuttavia continuò ad intrattenere rapporti epistolari con amici e colleghi degli anni padovani, legati o meno allo Studio e tra questi non potevano mancare gli animatori della vita culturale cittadina, Felice Osio, Lorenzo Pignoria e Giacomo Filippo Tomasini, oltre agli stimati maestri Fortunio Liceti, Giovanni Colle e Cesare Cremonini, per il quale Naudè, dalla lettura di alcune sue epistole, sembrò aver parteggiato nella disputa Caimo-Cremonini sul calore innato esplosa con le pubblicazioni del 1626.

Numerose lettere dell’erudito francese furono raccolte e pubblicate con il titolo Epistolae nel 1667 a Ginevra a spese di Johann Herman Widerhold e rappresentano una fonte insostituibile per la storia dell’epoca. Anche Pompeo fu un suo corrispondente e di una delle tre epistole indirizzategli segnalate nelle Epistolae (nn. XIII, XIV, XX) si conserva l’originale nell’archivio di famiglia (ASUd, Fondo Caimo Dragoni, b. 74, fasc. 2, 1° settembre 1627).

 

1 G. Naudè, Epistolae, Ginevra, I.H. Widerhold, 1667. Frontespizio

Gabriel Naudè in questo messaggio «di riguardosa lode» scritto a fine estate 1627, dopo aver informato Pompeo Caimo («Pompeo Maximo») delle ragioni del suo improvviso allontanamento dallo Studio patavino e del suo rientro a Parigi (la morte del padre), si dilunga in elogi per la singolare cortesia e benevolenza riservatagli a Padova, per l’eloquenza, l’erudizione e la dottrina di cui l’insigne medico dava prova.

1 Gabriel Naudé a Pompeo Caimo, Lettera del 1° settembre 1627, ASUd, Fondo Caimo Dragoni, b. 79, f. 2rCi informa poi che prima di lasciare Padova aveva avuto modo di visitare la biblioteca di Pompeo Caimo e ne ricordava i manoscritti pronti per la stampa e i trattati già pubblicati che gli erano stati mostrati dal professore udinese, il De calido innato e il Parallelo politico (indicato come liber Politicus), e poi il De febrium putridarum indicationibus (De indicationibus febrium) e il De quatuor Membris principij rationem in humano corpore habentibus (De principatu membrorum), esortando Caimo ad affrettarsi a metterli tutti al più presto sotto i torchi e inviarli alla fiera di Francoforte, per non deludere le aspettative di quanti li attendevano, soprattutto dopo la magnifica presentazione fatta loro da Naudé stesso (Naudè 1667, pp. 64-70; Trabucco 2021, p. 23).

1 G.F. Tomasini, Elogia virorum, Padova, S. Sardi, 1644, p. 266 (BUPd 93.b.67)

Il De quatuor Membris principij rationem in humano corpore habentibus, indicato da Naudé come De principatu membrorum (forse confondendolo, o piuttosto associandolo, al titolo della seconda Apologia di Cesare Cremonini, uscita per il Piuti a inizio giugno 1627), rimarrà inedito e fu segnalato per la prima volta negli Elogia virorum literis & sapientia illustrium (Padova, S. Sardi, 1644, p. 266) di Giacomo Filippo Tomasini tra i manoscritti trovati a Padova nell'abitazione del professore di diritto civile Giacomo Caimo, nipote dell'ormai defunto Pompeo - in seguito venne ricordato anche da Giovanni Giuseppe Capodagli nel suo Udine illustrata da molti suoi cittadini così nelle lettere come nelle arti famosi del 1665 (Udine, Schiratti, pp. 558-559).

Caimo aveva annunciato l'imminente uscita di quest’opera nel 1629 nell’avviso ai lettori del suo Dell’ingegno humano (c. b4v), ma evidentemente l’epidemia di peste che colpì Padova, e poi la morte del medico, ne impedirono la pubblicazione.

 

 

Dall'ottobre del 1626, per il periodo in cui si trattenne a Padova prima di rientrare a Parigi nel giugno del 1627 per occuparsi degli affari di famiglia, Gabriel Naudè dedicò diverso tempo a visitare le librerie di Padova e Venezia, e così fece durante il suo viaggio di ritorno passando per Cremona, Pavia, Novara, Chambery e Lione, e in ognuna di queste città fece acquisti di libri (Boeuf 1998, p. XLIII).

Naturalmente Naudè portò con sé in Francia anche le altre pubblicazioni sul calido innato del 1626, quella di Cesare Cremonini e quella di Girolamo Bronziero - oltre alla prima edizione del Parallelo politico "ex dono auctoris Patavij".

1 Gabriel Naudé a Pompeo Caimo, Lettera del 1° settembre 1627, ASUd, Fondo Caimo Dragoni, b. 79 f. 2v, particolare

Allegati