Obiettivo di questa mostra è quello di presentare i percorsi professionali e culturali del medico udinese Pompeo Caimo (1568-1631) e della sua ricca collezione libraria (2.200 volumi a stampa). La biblioteca di Pompeo fu donata dagli eredi alla Repubblica di Venezia e andò a costituire uno dei primi nuclei della Libraria dello Studio di Padova (oggi Biblioteca Universitaria).
Docente di filosofia e medicina teorica prima alla Sapienza di Roma e poi all’Università di Padova, Caimo fu anche autore di opere appartenenti a numerosi ambiti disciplinari e contribuì in modo significativo al dibattito intellettuale di inizio Seicento.
Questo lavoro fa seguito al progetto Libri e saperi. La biblioteca di Pompeo Caimo medico e poligrafo del Seicento del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Udine (DIUM) ideato dalla prof.ssa Laura Casella e dal prof. Matteo Venier in collaborazione con la Biblioteca Universitaria di Padova, nell’ambito del quale tra il 2024 e il 2025 abbiamo potuto realizzare il censimento e la catalogazione all’interno del Sevizio Bibliotecario Nazionale (SBN) dei libri appartenuti a Pompeo Caimo e conservati presso la Biblioteca patavina.
Il percorso virtuale si articola in quattro sezioni principali. La prima percorre le tappe più significative della vita del medico udinese e presenta una rassegna commentata dei ritratti che di lui ci sono rimasti; la seconda si sofferma sulle tante “carriere” intraprese da Pompeo nel corso dei 63 anni della sua esistenza: dagli studi in medicina a Padova, alla condotta a Udine come medico della città, dal ventennio trascorso a Roma al servizio del potente cardinal Alessandro Montalto, alla docenza di medicina teorica a Padova; la terza sezione intende invece offrire un quadro il più possibile completo del rapporto di Pompeo Caimo con il mondo del libro: scrittore prolifico e versatile il nostro medico fu autore di numerose opere di medicina, politica, filosofia, senza tralasciare la letteratura, e Dante in particolare. Alcuni libri vennero pubblicati durante la sua vita, altri uscirono postumi per l’interessamento del fratello Eusebio e del nipote Giacomo, numerosi rimasero manoscritti. Ma Pompeo Caimo fu anche un attento lettore e raccoglitore di libri delle più svariate discipline e in varie lingue (greco, latino, italiano, spagnolo e francese), un patrimonio di 2200 volumi a stampa messi insieme nel corso di una vita e confluiti nel 1636 nella Biblioteca di Padova. L’ultima sezione, infine, vuole raccontare quello che oggi rimane della raccolta libraria di Pompeo Caimo cercando di offrire un primo sguardo sulla “biblioteca ritrovata” dopo il censimento e la catalogazione dei libri conservati nei magazzini dell'Universitaria.
Fino ad oggi è stato possibile identificare con sicurezza circa un terzo del lascito originario di Pompeo Caimo. L’auspicio di questa mostra virtuale, oltre a contribuire alla conoscenza del ruolo e dell’importanza di Pompeo Caimo all’interno del mondo erudito del Seicento, vuole essere anche quello di stimolare e proseguire la ricerca sia all’interno dell'Universitaria sia in altre biblioteche per provare a individuare i volumi della preziosa raccolta ancora dispersi o non ancora riconosciuti.
Un sentito rigraziamento va a Ilario Ruocco, direttore della Biblioteca Universitaria di Padova, e a Carla Lestani, responsabile della sezione libri antichi della stessa Biblioteca e referente del progetto, per tutto il sostegno che ci hanno dato in questi mesi e per aver agevolato al massimo il nostro lavoro.
Lorenzo Di Lenardo e Stefania Villani
