
La biblioteca del medico udinese Pompeo Caimo incrementò il patrimonio librario della neonata biblioteca dello Studio di Padova, istituita nel luglio del 1629 dalla Repubblica di Venezia su sollecitazione del professore padovano Felice Osio (1587-1631) e con il sostegno del senatore Domenico Molin. All’inizio del 1631 la nuova istituzione accolse il dono del professore di medicina pratica Benedetto Selvatico (1574-1658), collega e amico di Pompeo, che cedette 34 manoscritti e 1400 volumi a stampa appartenuti al padre Bartolomeo (1533-1603), professore di diritto e consultore “in iure”. Primo bibliotecario fu lo stesso Osio che poté contare sull’aiuto di un bidello, il libraio padovano Paolo Frambotto. Nei primi anni i libri vennero accolti in alcune stanze dell’ex convento dei Gesuiti presso Pontecorvo, ma già alla fine del 1631 la Publica Libraria venne trasferita in una sede consona: la Sala dei Giganti nel palazzo prefettizio di Padova, nell'attuale piazza Capitaniato (qui una pianta con il prospetto delle librerie della biblioteca), dove sarebbe rimasta fino al 1912 quando i fondi presenti vennero trasferiti nell’attuale edificio della Biblioteca Universitaria di Padova.
La raccolta libraria di Pompeo Caimo, consistente in 2200 volumi a stampa, nel 1636 fu trasportata nella Sala dei Giganti e i volumi prima di essere riposti sugli scaffali vennero contrassegnati con il timbro della Publica Libraria.
La Galleria qui sopra presenta:
I ritratti del professore di retorica Felice Osio, primo bibliotecario della Publica Libraria di Padova, e del professore di diritto Bartolomeo Selvatico, i cui libri nel 1631 andarono a costituire uno dei primi importanti fondi della nuova istituzione.
Il frontespizio e le carte A1v-A2r delle Regole per la Libraria instituita in Padova. Prescritte da gl'illustriss. & eccellentiss. signori Reformatori di quello studio del 1. marzo 1631 (BUPd Archivio antico, b. 1). In esse i Riformatori dello Studio di Padova confermavano Felice Osio come Bibliotecario con uno stipendio di 60 fiorini l'anno: tra i suoi compiti pricipali vi era anche quello di redigere e tenere aggiornati due inventari (uno per i Riformatori e uno per la biblioteca) dei libri posseduti. Il Bibliotecario doveva essere affiancato da un Bidello che per 30 fiorini l'anno aveva il compito di mantenere i libri puliti e in perfetto stato:
«Resti prima eletto per Sopraintendente di detta Libraria d. Felice Ozio lettor d’humanità nello Studio, con titolo di Bibliotecario, & con stipendio de fiorini sessanta all’anno, per il presente carico. Sia tenuto esso Bibliotecario, & successori habitar in persona nello appartamento assignatoli in detto luogo vicino ad essa Libraria. Debba haver sotto di lui per Bidello uno de soliti servir qualche libraro per la prattica di saper legar li libri, che accadesse, acconciarli, & nettarli dalla polvere; di che, & tener netta la Libraria debba haver obligo, con salario di trenta fiorini all’anno, da esser la nominatione di detto Bidello approbata dal magistrato nostro. Sino formati due Inventarii delli libri fin’hora capitati nella Libraria, con aggiungervi di tempo, in tempo quelli, che vi capiteranno, sottoscritti di mano del Bibliotecario, uno de quali sia mandato al Magistrato nostro, l’altro resti nella Libraria, & ambidue d’anno, in anno riconosciuti, & incontrati da chi sarà dal medesimo Magistrato destinato. A cadaun libro, che doverà riporsi nella Libraria, habbia il Bibliotecario a fare un segno, & impronto, con annotatione della compra, o col nome del donator di sua mano, oltre alle convenevoli memorie, che doverà far affigger nella medesima Libraria delli donatori de Libri, in segno della pubblica gratitudine».
Il timbro in uso presso la Biblioteca Universitaria di Padova nel periodo che va dal 1629 (fondazione) al 1797. Timbro tondo (50x37 mm) a inchiostro nero con al centro un libro aperto e la legenda: SENATUS / Musis Euga-neis; circondato da una corona di cartigli arricciati in cui compare la scritta BIBLIOTH(eca) / PATAV(ina) e sormontato al centro dal leone alato di Venezia passante e col vangelo aperto. Con questo timbro vennero contrassegnati anche i volumi di Pompeo Caimo.
Un'immagine dell'attuale sede della Biblioteca Universitaria di Padova inaugurata nel 1912.
