La Fama e il viaggio di un libro

Tra gli esemplari superstiti del De febrium putridarum indicationibus del 1628 conservati presso biblioteche pubbliche ne abbiamo individuato uno che ha condiviso viaggio e "corriere" con altre pubblicazioni di Pompeo Caimo.

0 Lettera F (Fama).  Tempio, all'illustrissimo et reverendissimo signor Cinthio Aldobrandini cardinale S. Giorgio nipote del sommo pontefice Clemente ottavo Bologna, G. Rossi, 1600 (BUPd 67.b.164)Oltre che su ditte con personale specializzato addetto alle spedizioni e alle consegne, come quella di «Zuane della Nave» di Venezia a cui era solito rivolgersi, e sui familiari che facevano i pendolari con Udine, come il cugino Francesco Caimo, per la distribuzione dei suoi libri in Friuli, Pompeo potè contare anche su conoscenti e amici, come Baldo Baldi che sottoscrisse diversi volumi consegnati ‘auctoris iussu’ a colleghi medici.

Giovan Giacomo Ubaldino, medico attivo a Roma - che con ruoli diversi entrò nelle stanze di Urbano VIII Barberini e di Innocenzo X Pamphili -, Baldo Baldi consegnò una copia del De febrium putridarum indicationibus del 1628 sottoscrivendola sul frontespizio: 

«Excell.mo D.no Jo. Jacobo Ubaldino. Auctoris iussu Baldus Baldus D.» (All'eccellentissimo signore Giovan Giacomo Ubaldino, per ordine dell'autore, Baldo Baldi diede).

 

E nella stessa occasione, o forse qualche tempo prima, gli aveva portato anche il De calido innato del 1626, contrassegnandolo con una nota simile:

«Rev.mo D. Jo. Jacobo Ubaldino ecc.mi Auctoris iussu Baldus Baldus D.» (Al reverendissimo signore Giovan Giacomo Ubaldino, per ordine dell'eccellentissimo autore, Baldo Baldi diede).


I volumi sono oggi conservati alla Biblioteca Vallicelliana di Roma, assieme alla prima edizione del Parallelo politico.

 

4 B. Baldi, De contagione pestifera, praelectio..., Roma G. Facciotti, 1631. Frontespizio

Le relazioni intercorse tra il "corriere" Baldo Baldi e Pompeo Caimo meritano un breve approfondimento.

Pochi anni dopo l'uscita del De febrium putridarum indicationibus, l'opera di Caimo venne citata da Baldi nella lezione tenuta nel dicembre del 1630 in occasione del suo ingresso alla Sapienza come docente - e poi immortalata nel De contagione pestifera, l'edizione a stampa della lezione uscita per i tipi del romano Guglielmo Facciotti nel 1631.

A dibattere le tesi sostenute da Baldo Baldi sulla natura e le cause del contagio della peste - presenti il Collegio dei medici e il cardinal nipote Francesco Barberini, poi dedicatario della pubblicazione - furono chiamati due membri del Collegio stesso, Paolo Zacchia e Tiberio Dalla Fonte (Tiberius a Fonte) (De contagione pestifera…, p. 47).

4 B. Baldi, De contagione pestifera, praelectio..., Roma G. Facciotti, 1631, p. 40 con particolare evidenziatoIl testo intendeva dimostrare che «hodiernam pestem ex vi contagionis, non ex aere, originem ducere, ac propagationem», ovvero che il contagio avveniva attraverso il contatto diretto tra le persone. All’interno dello stampato Baldi faceva il nome di Pompeo Caimo, lo ricordava come suo maestro di medicina e come un’autorità in campo medico

- «Doctissimus, atque Eruditissimus praeceptor meus D. Pompeius Caimus olim in Almo hoc Gymnasio Primarius Philosophiae Professor, nunc vero in Patavina Schola cum Magna fuit nominis celebritas primam Medicinae Cathedram obtinens» (p. 40) -,


che aveva affrontato approfonditamente l’argomento nel suo De febrium putridarum indicationibus.

 


4 Firenze. G. Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori..., Firenze, Giunta, 1568. Frontespizio. Wikimedia CommonsMedico di origine fiorentina, Baldo Baldi fu figura di spicco nell’ambiente culturale, professionale e politico della Roma barocca - «medico di grido al suo tempo» (Mazzucchelli 1758, p. 115). Si era probabilmente laureato nello Studio pisano e come Pompeo Caimo si era trasferito a Roma in giovanissima età ad esercitare l’arte medica, ma a differenza di Caimo svolse tutta la carriera nell’Urbe, dove fu medico personale di Giovanni Francesco Guidi di Bagno (1578-1641), cardinale dal 1629, e prima lo era stato del cardinale Bonifazio Bevilacqua, morto nel 1627.

Nel 1630 ottenne una cattedra alla Sapienza e qui insegnò ininterrottamente fino alla morte, leggendo logica (1630-1634), medicina teorica (1635) e medicina pratica (1635-1645). Dal 1636, per un quindicennio, ebbe l'incarico di medico di casa all’Oratorio filippino alla Vallicella. Nel 1638-1639 fu medico del Campidoglio (di Urbano VIII Barberini). Divenne canonico di Santa Maria Maggiore e ottenne la cittadinanza romana. Membro del Collegio dei medici della città - l’istituzione che regolava il sistema sanitario urbano, in cui veniva cooptato un numero selezionato di professionisti -, nel 1643 vi rivestì la carica apicale di protomedico. Divenuto medico segreto di Innocenzo X Pamphili nel 1644, morì poco dopo la nomina. 

I primi contatti del Baldi con il medico udinese potrebbero risalire ai primi anni romani del fiorentino - non documentati, ma che forse furono di alunnato -; comunque sia, in tempi successivi Baldi divenne il collegamento di Caimo con la città papale dopo la partenza di quest'ultimo da Roma per Padova, come si ricava dal "servizio" che Baldi offriva all'udinese consegnando i suoi libri agli amici comuni attivi a Roma e in Curia.

4 Scrittura. J.-J. Boissard, Bibliotheca chalcographica, Francoforte, J. Ammon, 1650. Part. rielab.Tracce di questa relazione si ricavano anche dall’epistolario conservato: da una lettera di Baldi del luglio 1625, che faceva seguito ad altre di Pompeo non rinvenute, da alcune lettere di Caimo del periodo 1626-1629 e da una missiva di Eusebio scritta dopo la morte del fratello (1633), tutte relative a questioni legate alla Curia pontificia (es. la coadiutoria del canonicato della chiesa di S. Maria di Udine per il nipote Giacomo, poi ottenuta da Urbano VIII Barberini), da cui si evince che Baldi in sostanza agiva a Roma in nome e per procura dei Caimo almeno dal 1625, quando probabilmente era medico del cardinale Bevilacqua.

4 Calze per uomo da cerimonia. Ritratto di Cosimo II de' Medici, granduca di Toscana. Justus Sustermans 1625. Vienna, Kunsthistorisches Museum. Wikimedia Commons. Particolare4 Calze per uomo da cerimonia. Matrimonio di Enrico IV con Maria de' Medici alla presenza di Ferdinando I granduca di Toscana, ca. 1600. Firenze, Galleria degli Uffizi. Wikimedia Commons. Particolare

Nelle lettere Baldo Baldi è chiamato signor Baldi o signor Baldo, e in una di Pompeo, inviata da Padova a Eusebio il 1° dicembre 1628, «molto illustre e molto eccellente signor Baldo Baldi medico fisico». Fu persona amica e fidata, «mio grandissimo amico e realissimo», tanto da affidargli denaro di famiglia e lasciargli il residuo di alcuni affari: «che… si convertano in tante calzette di seta e che ’l signor Baldi se la goda in segno di amorevolezza» (Epistolario Caimo, 416, Padova 1° dicembre 1628; 420, Padova 8 febbraio 1629; 426, Padova 6 aprile 1629; 429, Padova 20 aprile 1629; 461, Padova 31 luglio 1626; 545, Udine 7 dicembre 1633).

4 Ritratto di Gabriel Naudé. G. Naudé, Naudaeana et Patiniana, Amsterdam 1703. Collezione privataFacilitato dalla sua posizione, Baldi non disdegnava favorire la circolazione delle pubblicazioni anche di altri colleghi. Nel 1635 Gabriel Naudé durante il soggiorno a Rieti, al seguito del suo patrono, ancora il cardinale Giovanni Francesco Guidi di Bagno, ricevette tramite Baldo Baldi una missiva con copia del libro settimo delle Quaestiones medico-legales (Roma, M. Manelfi, 1635) del già nominato Paolo Zacchia, amico comune («utriusque nostrum amantissimus»), che poi ringraziava con una lettera (Naudé 1667, XLVIII, pp. 358-364, datata Rieti 23 dicembre 1635). Zacchia doveva aver incontrato l’erudito francese tra gli uffici del cardinale Guidi di Bagno, a cui nel 1630 aveva dedicato un titolo del libro quinto delle Quaestiones medico-legales (Roma, G. Facciotti, 1628). 

4 Ritratto del card. Giovanni Francesco Guidi di Bagno. Wikimedia Commons4 Cervia vecchia tra le saline (freccia verde), Cervia nuova, nata nel '700, e il porto (freccia blu). Mappa del territorio di Cervia. Anonimo, sec. XVIII. Wikimedia CommonsDel cardinale - intellettuale di statura europea, appassionato bibliofilo ed erudito in rapporto con studiosi, letterati e artisti di tutto il continente, e già paziente di Baldi - Gabriel Naudé fu segretario, un incarico che dopo Parigi e Roma, metropoli vitali ricche di biblioteche, lo portò a soggiornare nella città di Cervia, di cui Guidi di Bagno era vescovo dal 1627. A Baldo Baldi, «legatogli d’amicizia maturata all’ombra della comune protezione», in una lettera del 5 marzo 1633 Naudé espresse tutti i disagi, anche di natura mnemonica, a cui dovette far fronte per la composizione della assai fortunata Bibliographia politica (Venezia, F. Baba, 1633) nell’isolamento di una città «sprovvista di ogni cosa ad eccezione del sale, e in particolare di uomini dotti e di libri» (Naudè 1667, lettera XXXV, pp. 283-284, datata Massa Fiscaglia 5 marzo 1633; Bibliographia politica, 1633, p. 8; Bianchi 2019, pp. 41-42; Trabucco 2021, p. 133). 

Naturalmente Naudé ricevette in dono da Baldo Baldi, probabilmente nello stesso 1631, il suo De Contagione pestifera contenente la citazione del maestro Caimo («praeceptor meus») e della sua recente opera medica - oggi una copia del De febrium putridarum indicationibus è conservata alla Biblioteca Mazarina di Parigi e reca la nota di pugno di Naudé «Ex dono Auctoris, 1 Novembris».

 

MercurioRitornando alla distribuzione delle opere di Pompeo CaimoBaldi consegnò anche una copia del Dell’ingegno humano del 1629. Con questa raggiunse il medico Taddeo Collicola (1591-1663), iniziatore delle fortune della famiglia Callicola di Spoleto, dal 1629 medico personale di Urbano VIII e in seguito primo professore di medicina pratica alla Sapienza (1637-1643), cattedra assegnatagli con motu proprio pontificio - la cosiddetta ‘chiamata’ - dal medesimo papa.

Il volume è oggi alla Biblioteca comunale G. Carducci di Spoleto e sulla carta di guardia anteriore vi si legge la caratteristica nota di dono manoscritta del medico Baldi:

«Praeclariss.mo viro D.no Thadaeo Collicola praeclariss.mi auctoris iussu Baldus Baldus .D.» (Al famosissimo uomo Taddeo Caligola, per ordine del famosissimo autore, Baldo Baldi diede).

 

2 Fama. Marca di Giacomo SarzinaIn queste pratiche, pienamente condivise con i contemporanei, di far circolare le proprie opere in ambienti noti si palesa l'intenzione di Pompeo Caimo di conservare e rinforzare la rete dei rapporti instaurati e coltivati in seno all’ambiente medico e curiale romano.


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