
Sergio Fergola (Napoli 1936 – 1996)
Un animale sognato da Poe
1969
Olio su tela, 58,5x78,5 cm.
Inventario: 562
Firmata e datata in basso a destra, l’opera è stata donata nel 2001 da Annamaria Bellutta Carrain, titolare e direttrice della Galleria Adelphi di Padova e grande amica del professor Chieco Bianchi. In linea con le ricerche di Fergola, presenta una claustrofobica “stanza- palcoscenico” abitata da un animale fantastico, accompagnato da due cartigli. Il primo riporta la scritta “singular looking land animal”, mentre nel secondo si leggono i nomi “Poe-Borges”, da sciogliersi come il romanziere, autore di storie dell’orrore e di fantascienza, Edgar Allan Poe e lo scrittore e saggista Jorge Luis Borges, autori particolarmente cari all’artista, che spesso ha tratto spunto dalle loro opere per le sue creazioni. Il colore è steso per campiture omogenee. Prevalgono le tinte scure, che contribuiscono a suggerire il senso di oppressione e inquietudine ricercato da Fergola. Unico colore chiaro, il bianco è impiegato a rilevare i cartigli e l’animale fantastico, che sembra così quasi avanzare verso lo spettatore. Nel suo insieme l’opera risulta particolarmente enigmatica: ad essere messo in scena non è l’essere umano con le sue fragilità, ma il sogno fatto da un uomo, che non è altri che un celeberrimo scrittore abituato, con la sua immaginazione, a inventare nuovi racconti fantastici, spesso legati anche al tema del sogno, o meglio dell’incubo. Con questa mise en abyme Fergola sembra invitare lo spettatore a interrogarsi sul confine tra sogno e realtà, tra vita reale e vita immaginata, mettendo in dubbio la nostra possibilità di distinguere davvero l’una dall’altra.
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