I manoscritti

  Nota di dono di Mussato (BUPd, Sec.XV.1019)Il nucleo più importante e più studiato di S. Giovanni di Verdara, è oggi conservato alla Biblioteca Marciana per la parte ancora presente sugli scaffali al momento della soppressione: grazie ai documenti, è noto che durante tutto il Quattrocento, la biblioteca risorta a nuova vita si arricchì di manoscritti greci, latini ed ebraici con donazioni e legati grandi e piccoli di celebrati docenti e di professionisti laureati presso lo Studio Padovano: il medico Girolamo Santasofia (3 codici; 1442); Bernardo Fortis d'Aragona (1443); il vescovo di Concordia Giovanni Battista dal Legname (1445, 101 codici); i professori Gaetano da Thiene (1466, 10 codici) e Giovanni Marcanova (1467, 521 codici di cui 108 vennero poi rivenduti per volontà stessa del testatore al medico Girolamo delle Valli); il rettore della parrocchia di S. Fermo a Padova e maestro di grammatica Pietro da Montagnana (1477); i giuristi Galeazzo Capodilista e Modesto Polenton; il lettore di retorica Giovanni Calfurnio (1502, 229 volumi) e ancora Giovanni Vincenzo Dolce  

Stemma di Nicoletto Vernia (BUPd, Sec.XV.717)Già agli inizi del Seicento tuttavia, i fasti della generazione precedente dovevano essere un ricordo se in una nota manoscritta in codice oggi conservato alla Bodleian Library (D'Orville 147) si menzionano una permagna perturbatio e tumultus che portarono all'allontanamento di tre confratelli in un clima di odi, tradimenti, invidie (Vitali 1982, p.10); ancora pochi anni dopo -nel 1624- il padre Gabriele Pennotto, storico dell'Ordine lateranense scriveva nella sua Historia tripartita che la biblioteca Viridiana, un tempo famosa "non solum aulae magnitudine et pulchritudine" ma -per la quantità e la selezione di libri e manoscritti di ogni epoca- considerata di grande pregio fra le altre italiane

"licet nunc, vel nostrorum incuria vel externorum iniuria multum sit deminuta" (Sambin 1955, p.271). 

In effetti non è possibile conoscere le cifre esatte del posseduto, anche se ai manoscritti venne da sempre riconosciuto maggior valore e importanza: Tomasini ne elenca 550 mentre il catalogo del 1760, solo 470: già nel 1549-50 Edward Henryson (1522-1590) ne acquistò alcuni di Pietro da Montagnana per Ulrich Fugger (1526-1584); il Gellio di Pietro di Montagnana entrò a far parte della biblioteca del giurista e bibliofilo Claude Dupuy (1545-1594; Raugei 2001), ospite a Padova nel 1570; intorno al 1663 Marquard Gude (1635-1689) ne comprò altri: quelli identificati sono 17; nel 1717 altri ancora furono venduti a Sir Thomas Coke (1697-1759) che li portò in Inghilterra e nel 1720 altri a John Gibson agente per conto di Sir Edward Harley (Elenco codici). 

Iniziale abitata (BNM, Lat. VI 33 [=2462]; c. 1r) part.Nel 1780, a seguito delle prime soppressioni attuate dallo Stato Veneto, arrivarono a Verdara 117 codici provenienti dal convento di S. Bartolomeo di Vicenza fra i quali si trovava anche il legato del filosofo Nicoletto Vernia, che in un primo momento aveva pensato di donarli a Verdara (1483) salvo poi modificare nel testamento del 1499 le sue disposizioni; questi codici corrispondono alla "Nota" di manoscritti "non compresi negli inventari" redatta nel 1784 dall'Abate Morelli, quando verificò il posseduto sulla base dell'Index del 1760: distinti dagli altri e prima di passare in Marciana, furono conservati nel "Museo" che svuotato dalle raccolte, venne destinato ad accogliere tutto quello che non rientrava negli inventari come conferma una nota a chiusura dell'elenco (ASVe, Riformatori allo Studio b.141, 20 gennaio 1784):  

Questi manoscritti si trovano nella stanza del Museo, sopra una tavola con un viglietto che dice Manoscritti non compresi nel Catalogo n.117 

Nota di dono di Calfurnio (BUPd, Sec.XV.129)La bibliografia, piuttosto ampia, li ha studiati prevalentemente a partire dai loro primi possessori e donatori, cercando di identificarli sulla base degli elenchi presenti nei testamenti, delle note di possesso o di altre caratteristiche citate nei cataloghi, ed eventualmente di riconoscerne le attuali collocazioni dopo averne ricostruito gli spostamenti dovuti ad acquisti di grandi collezionisti come quelli già citati, a vendite e passaggi ereditari; oppure li ha considerati come testimoni della tradizione manoscritta di determinate opere e autori o ne ha esaminato l'apparato decorativo e le miniature: impossibile quindi riassumere qui la storia delle dispersioni oltre a questioni artistiche, storiche o filologiche complesse, talora dibattute, e ricerche ancora in fieri. Vi proporremo però un primo quadro informativo (senza alcuna pretesa di essere esaustivi) perché chi voglia affrontare ulteriori ricerche, abbia i fondamentali termini di riferimento, mentre rimandiamo alla mappa per un panorama d'insieme sulle dispersioni.  

Possessore/DonatoreRisorse on-lineDigitalizzazioni BNMBibliografia
Giovanni Battista dal LegnameLat. I, 35 [=2056]Valentinelli 1868, vol.1, 244; vol.2, 36, 43, 61, 64, 69, 83, 88, 94, 100, 115, 127, 164, 223, 226, 233, 239, 322; vol.3, 45; vol.6, 32
Gaetano da Thiene Codici in Biblioteca Antoniana (PD)Bernardinello 1984
Giovanni Marcanova Scheda e bibliografia;                                                 Elenco dei codici greci (inserire il nome nel campo "possesseur") Lat.VI.020 [=3063]  Lat.VI.033 [=2462]  Lat.VI.045 [=3065] Lat.VI.047 [=3464] Lat.VI.072 [=2810] Lat.VI.094 [=2492] Lat.VI.172 [=2600] Lat.VI.173 [=2675] Lat.VI.222 [=2678] Lat.VI.250 [=2671] Lat.VI.266 [=2674] Lat.XIV.070 [=4144]Sighinolfi 1921  Marcon 1999;
Pietro da Montagnana Elenco dei codici greci (inserire il nome nel campo "possesseur")                                                     Elenco di codici greci e latini     Gr.X.7 [=1138];     Lat.XII.045 [=4165]Tamani 1972;  Bernardinello 1980;     Peretti 1995;     Gamba 2016 e 20162
Giovanni Calfurnio Elenco dei codici greci (inserire il nome nel campo "possesseur") Gr. X, 8 (=1229)Marcotte 1987
Nicoletto Vernia Elenco di codici latini
   Caroti 1999;    Villani 2001
S. Bartolomeo di VicenzaLat. VI, 66 [=2528]Marx 1977
S. Giovanni di Verdara Elenco di codici greci, latini, italiani Lat. VI, 225 [=2604];
Lat. VII, 11 [=2496];
 Lat. VIII, 10 [=3266];
Lat. X, 036a [=3326]
Sambin 1955;   Vitali 1982;    Piovan 1997;   Gamba 2016, 2007, p.228