Gli studi a Padova e la pratica a Udine

Diploma di laurea di Pompeo Caimo


Pompeo Caimo iniziò gli studi di medicina a Padova probabilmente intorno alla metà degli anni '80 del Cinquecento. Al momento si ignora la data precisa della sua immatricolazione, conosciamo invece il giorno esatto della conclusione del suo percorso universitario: «Anno Domini MDXCII Indictione V Die Mercurij XIIII Mensis Octobris Pontificatus autem Sanctissimi in Christo Patris D.N.D. Clementis Divina pro[videntia PP.] VIII Anno primo». 

Nel 1930 Antonio Taddei pubblicò un breve contributo sul «Bollettino dell’Istituto storico dell’arte sanitara» nel quale fornisce alcune notizie sulla data di immatricolazione e di addottoramento all’università di Pisa del noto medico e botanico Andrea Cesalpino (1524/25-1603) e soprattutto sulla laurea a Padova del medico udinese (Taddei 1930). Teddei nell'articolo pubblicava la fotografia e la descrizione della pergamena di laurea di Pompeo Caimo, documento da lui stesso detenuto insieme ad altre carte riguardanti la famiglia Caimo, compresa la pergamena di adottoramento del padre di Pompeo, Giacomo, «Iacubum Caimum Utinensem magnifici domini Jeronymi filium», in «Jure civili» in data «die jovis ultimo mense Januarii indictione XIII, MDLV».

Emilio Campolongo, ritratto in Giovanni Filippo Tomasini, Illustrium virorum elogia, Padova, D. Pasquardi, 1630 (BUPd 120.c.81)Francesco Piccolomoni, ritratto in Giovanni Filippo Tomasini, Illustrium virorum elogia, Padova, D. Pasquardi, 1630 (BUPd 120.c.81)Il diploma di dottorato in Filosofia e Medicina di Pompeo Caimo (pergamena 66x56 cm) rilasciato dallo Studio di Padova in data «mercoledì 14 ottobre 1592 inditione V, anno primo del pontificato di Clemente VIII», venne rilasciato dal protonotario apostolico Giulio Urbani dottore in utroque iure con funzione di vicario per gli affari spirituali del vescovo di Padova Alvise Corner (1558-1594). L’atto fu scritto dal notaio Giacomo Malclavello. Promotore e presentatore del candidato fu il padovano Emilio Campolongo (1550-1604), dottore in filosofia e medicina e lettore di Pratica straordinaria di medicina. Co-promotori furono il senese Francesco Piccolomini (1523-1607), dottore in filosofia e medicina, lettore di Filosofia ordinaria; il medico padovano Girolamo Negri (†1600); il medico vicentino Alessandro Massaria (1524-1598), lettore primario di Pratica ordinaria di medicina; il medico padovano Albertino Bottoni (†1596), lettore di Teorica ordinaria di medicina; l’anatomista Girolamo Fabrici d’Acquapendente (1533-1619), lettore di Chirurgia e deputato per l’Anatomia; e infine il medico padovano Ercole Sassonia (1551-1607), lettore della seconda cattedra di Pratica ordinaria di medicina. Il diploma autorizzava Pompeo Caimo ad ascendere in cattedra, ricevere dai promotori le insegne del dottorato, di leggere medicina in pubblico e in privato ed inoltre «repetere, consulere, docere, disputare, glossare, praticari, interpretari, quaestiones terminare, scholas regere, baccaleureos costituere».

Alessandro Massaria, ritratto in Giovanni Filippo Tomasini, Illustrium virorum elogia, Padova, D. Pasquardi, 1630 (BUPd 120.c.81) Albertino Bottoni, ritratto in Giovanni Filippo Tomasini, Illustrium virorum elogia, Padova, D. Pasquardi, 1630 (BUPd 120.c.81) Girolamo Fabrici d'Acquapendente, ritratto in Giovanni Filippo Tomasini, Illustrium virorum elogia, Padova, D. Pasquardi, 1630 (BUPd 120.c.81) Ercole Sassonia, ritratto in  Giovanni Filippo Tomasini, Elogia virorum, Padova, S. Sardi, 1644

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 14 ottobre 1592 (anno bisestile) Pompeo Caimo otteneva, dunque, dallo Studio di Padova il titolo per poter praticare la professione e nei giorni seguenti era già a Udine, dove assunse l’incarico di medico condotto, ufficio che ricoprì per un decennio circa agendo al fianco di altri due medici: il ferrarese Giovanni Tommaso Minadoi e il gemonese Bernardo Locatello.

Hippocratis Coi Opera quae extant Graece et Latine veterum codicum collatione restituta, Venezia, Giunta, 1588. Frontespizio, particolare (BUPd 93.a.13)

 


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Hippocratis Coi Opera quae extant Graece et Latine veterum codicum collatione restituta, Venezia, Giunta, 1588. Carta 2χ2r (BUPd 93.a.13)Hippocratis Coi Opera quae extant Graece et Latine veterum codicum collatione restituta, Venezia, Giunta, 1588. Carta 2χ2r (BUPd 93.a.13)







 







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