ompeo Caimo optimus astrologus
di Antonina Domenica Saja (BUPd)
Optimus habebatur Astrologus (era ritenuto ottimo astrologo): così era considerato il Caimo dai sui contemporanei. I testi selezionati in questa sezione della mostra virtuale a lui dedicata si soffermano sugli aspetti più curiosi dell’astrologia quale strumento della disciplina medica, intesa come applicazione della filosofia ‘naturale’ alle vicende umane, ovvero allo studio di quanto il cosmo e le stelle avessero un’influenza sulla salute degli uomini, sulla loro vita e sul loro stesso destino. Convivenza non sempre facile con i veti imposti dal clero e dal potere costituito ma che tuttavia durante tutto il XVII secolo faranno discutere intere accademie e scorrere fiumi di inchiostro. Oroscopi, effemeridi, stelle e sfere celesti, astronomia e astrologia: saranno questi i fili conduttori di un sistema di conoscenze che oltre ad attrarci per la loro ricchezza culturale ci sapranno accompagnare nelle curiosità e fascinazioni di cui è ricca la raccolta di Pompeo Caimo.
Nel nostro breve percorso proponiamo alcuni tra i più significativi rappresentanti di questa concezione dell'astrologia che dalla rappresentazione degli astri deduceva i destini e la cura determinanti per la salute degli individui.
Abbiamo scelto alcune parole chiave per raccontarvi un tessuto culturale in pieno fermento che dimostra la ricchezza culturale che gravita intorno al mondo dell’astrologia applicata durante tutti il XVII secolo, ponendo particolare attenzione alle curiosità che rendono quei testi e quei personaggi rappresentativi di un’intera epoca e di un contesto scientifico di primo piano, come fu l’Università di Padova in quegli anni.
INDICE DELLE PAROLE CHIAVE

Iniziamo la nostra carrellata da Andrea Argoli (1570-1657), definito da Pietro Riccardi «infaticabile compilatore di effemeridi» (Riccardi 1893, I, col. 51). L’autore non è effettivamente presente nel fondo Caimo, ma la sua amicizia con il Nostro, rende la sua figura emblematica per le affinità sia biografiche sia culturali che accomunano i due docenti dello Studio patavino dell’epoca. Un esempio sono le Efemeridi, pubblicate a Venezia nel 1638 dal libraio e tipografo padovano Paolo Frambotto (BUPd 77.a.23)

Nella sezione cosmologia e cosmografia troviamo alcuni dei testi cult della disciplina, tra cui la Geographia universalis di Claudio Tolomeo nell’edizione di Basilea del 1545 dove compare la famosa immagine rinascimentale di Tolomeo che scruta l'universo (BUPd 44.a.27, c. 2v) e nell’edizione di Venezia del 1561 (BUPd 47.a.133). Non manca una copia della celeberrima Sphaera Mundi di Giovanni Sacrobosco (1195 circa-1256), non strettamente opera a carattere astrologico, ma indispensabile per le nozioni base su questa disciplina. L’esemplare posseduto dal Caimo è una stampa parigina del 1559 (BUPd 86.a.210.1). Vergati dalla sua nota di possesso sono anche i tre volumi dell’Astronomia Danica dell'astronomo danese Christen Sørensen Longomontanus (1562-1647), posseduti nella prima edizione comparsa ad Amsterdam del 1622 (BUPd 80.a.74.1-2-3).


Presenti nel fondo Caimo sono alcuni esempi di sfere armillari contenute nell'opera di Georg von Peuerbach (o Purbach) Theoricae novae planetarum (BUPd 86.a.213). Peuerbach (1423-1461) è noto per essere stato anche il maestro del famoso astronomo e astrologo tedesco Regiomontano (1436-1476).
Una curiosità: le sfere armillari, conosciute anche come astrolabio sferico, nate per descrivere il globo celeste, devono la loro forma moderna a Giovanni Dondi Dell'Orologio, docente all'Università di Padova nella seconda metà del XIV secolo. Qui un video con la ricostruzione dell'Astrario di Giovanni Dondi realizzato dal Laboratorio Multimedia MeLa Università IUAV di Venezia per il Museo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza.


Fra i testi che promuovono la Iatrochimica nel fondo Caimo troviamo l'opera alquanto rara del medico e alchimista tedesco Johann (o Johannes) Daniel Mylius (1583-1642 ca), Iatrochymicus (BUPd 91.a.91) che introduce i principi della dottrina di Paracelso (1493-1541) nella medicina e chimica del XVI secolo.
Tra la fine del XVI e la metà del XVIII secolo seguitarono ad apparire opere in cui i principi dell’astrologia erano applicati al decorso delle malattie, all’individuazione dei giorni critici e così via. Secondo la fisiologia tardo-antica e medievale, che in questo periodo godeva ancora di un largo seguito, i pianeti esercitavano i loro influssi sul corpo umano attraverso le quattro qualità fondamentali: il caldo, il freddo, l’umido e il secco.
Era normale per gli scienziati del tempo, inclusi i medici, ricavare dietro compenso, il quadro astrologico dei propri mecenati; lo stesso Galileo Galilei, era solito fare l'oroscopo a quanti glielo chiedevano, in cambio di un corrispettivo economico.
Durante il suo servizio a Roma come medico personale del cardinale di Montalto tra il 1602 e il 1623, Caimo ebbe modo di approfondire alcune interessanti questioni di natura astrologica attinenti alla sua professione medica. Si rifiutò infatti di essere medico di Paolo V, perché, pare, l'offerta gli era stata fatta infausto nimium adversoque sidere (sotto una stella infausta ed estremamente sfavorevole). Pur avversata dalla Chiesa, la disciplina è regolarmente insegnata nelle università fino ad almeno il XVII secolo come parte integrante del curriculum medico. Applicando l’idea dell’influenza degli astri sul nostro pianeta non si faceva altro che dare seguito ai principi della fisica aristotelica, ovvero che gli astri, qualitativamente diversi della Terra, ne influenzavano anche i destini e la salute. Horoscupus designava il segno zodiacale ascendente nell’orizzonte del cielo in relazione ad un determinato luogo, quindi stabilire un oroscopo, ai tempi del Caimo, altro non era che considerare la posizione dei pianeti nel cielo al momento della nascita.
Tra gli autori presenti in questa sezione compaiono i più grandi sostenitori della disciplina astrologica quale strumento di scienza a supporto della medicina. Alcuni di loro sono anche oggetto di storie alquanto curiose e pittoresche. Suddivisa in Cosmografia (descrizione della sfera o macchina del mondo) e in Astrologia giudiziaria o divinatoria, quest’ultima in quanto astrologia naturale e scienza delle geniture e degli oroscopi aveva il compito di descrivere temporum qualitates mutationes, alique eorum accidentia praenoscere instruit et arti medicae, nauticae et agriculturae maxime prodest (ci insegna a prevedere le qualità dei tempi, i loro cambiamenti e alcuni dei loro imprevisti, ed è di grande utilità per le arti mediche, per la navigazione e per l'agricoltura; Barozzi 1598, p. 4).
Luca Gaurico (1476-1558), considerato uno dei più grandi astrologi di tutti i tempi, è presente nel fondo Caimo con il Super diebus decretoriis, importantissimo trattato in cui sono illustrati i pianeti e le loro corrispondenze con il corpo umano, gli aspetti dei segni maschili e femminili, e altri aspetti collegati alla genitura, in particolare dei principali personaggi del suo tempo (BUPd 79.a.28).
Il suo Tractatus astrologicus stampato a Venezia da Curzio Troiano Navò nel 1552 venne posto all'Indice già nel 1559.
Importantissima la presenza nel fondo Caimo di Giovanni Antonio Magini (1555-1617), convinto sostenitore dell’astrologia intesa quale strumento utile alla medicina. Nel fondo Caimo sono presenti le Tabulae novae iuxta Tychonis rationes quibus directionum conficiendarum brevior ac facilior ars traditur, pubblicate postume a Bologna nel 1619 dal suo allievo Antonio Roncò (BUPd 80.a.79).
Interessante anche il testo del matematico, astronomo e astrologo tedesco Valentin Naibod (Naboth), presente nel fondo con l’Enarratio elementorum astrologiae, di cui si ricorda il singolare caso della morte da lui predetta ex directione, ovvero da una posizione avversa del suo tema natale (BUPd 79.a.138).
Giunto a Padova Naibod (1523-1593) visse in affitto in una modesta abitazione situata vicino alla chiesa di Santa Caterina, conducendo un’esistenza ritirata dedita allo studio del Qudripartitum di Tolomeo. Nel tentativo di fuggire a morte violenta, come aveva pronosticato per sé stesso, la sua porta era sempre tenuta sprangata e aveva rinunciato anche alla servitù. Nonostante tutte le precauzioni però nel 1593 il suo cadavere, trafitto ripetutamente da una spada, fu trovato dal padrone di casa dopo averne sfondato l’ingresso (Bellizia 2014, pp. 650-653).
Un elenco sui trattati di astrologia sarebbe incompleto senza la presenza del medico, matematico e astrologo Gerolamo Cardano (1501-1576) forse la figura più controversa del tempo e parimenti rappresentata nel fondo Caimo con il De astrorum iudiciis: dedicato alle scienze occulte, fu opera alquanto contrastata in quanto nella prima edizione del 1554 apparsa a Basilea, il Cardano si spinse addirittura a prevedere l'oroscopo della natività di Gesù, parte poi emendata nelle edizioni successive (BUPd 77.a.1).
Nel fondo Caimo è anche rappresentato l'Astronomicon di Marco Manilio, celeberrimo poema del poeta e astrologo romano vissuto al tempo dell'imperatore Augusto (BUPd 78.a.167). Costituisce la prima opera ampia e comprensibile riguardante l'astrologia, i fenomeni celesti, in particolare lo zodiaco. L'edizione presente nel fondo Caimo è quella del 1590, ma del poema sono presenti numerosissime edizioni, nei cataloghi online nelle sole biblioteche inglesi se ne contano circa 80 con ben 158 esemplari.
Dedicato alla storia dell'astrologia è invece Astrologica dell'umanista Joachim Camerarius (1500-1574), raccolta di testi relativi a pianeti, segni zodiacali e loro influssi, pubblicato a Norimberga nel 1532 (BUPd 40.c.143).
Chiudiamo questa descrizione di testi dedicati all'astrologia presenti nel fondo Caimo, con la Somma della natural filosofia di Alonso de Fuentes (1515-1550 circa), non propriamente un testo astrologico, bensì un compendio di filosofia naturale, in cui l'autore tentò in ogni modo di piegare e mostrare la concordanza tra la filosofia naturale, comprensiva dell'astrologia, e la concezione cristiana della natura creata (BUPd 81.a.64.1).
Mostra bibliografica
L’astromedicina e le sue implicazioni nella scienza medica di Pompeo Caimo. È questo il filone di interesse scelto per la mostra bibliografica realizzata alla Biblioteca Universitaria di Padova per le Giornate Europee del patrimonio il 27 e 28 settembre 2025 (VIDEO).
La galleria raccoglie alcune immagini tratte dalle seguenti opere:
le Efemeridi di Andrea Argoli (BUPd 77.a.23), in cui è contenuta un'interessante storia delle effemeridi, degli almanacchi astronomici e astrologici con relativi canoni e tavole;
due edizioni della Geografia di Claudio Tolomeo (1545 e 1561) (BUPd 44.a.27; BUPd 47.a.133). Dalla prima è tratta la celebre immagine dell'astronomo e geografo alessandrino che scruta l'universo;
un'esemplare della Sphaera Mundi di Giovanni Sacrobosco appartenuto a Pompeo Caimo (BUPd 86.a.210.1). In essa sono presenti anche le "volvelle dell'ecclissi" da assemblare in cinque parti: lo scopo era quello di mostrare come un'eclissi possa essere osservata rispetto all'orizzonte. Chiarisce come a differenti longitudini l'eclissi appare in momenti diversi della giornata, il che dimostra la sfericità della Terra in senso longitudinale (est-ovest);
i tre volumi dell’Astronomia Danica dell'astronomo danese Longomontanus (BUPd 80.a.74.1-3). Sui frontespizi del primo e del terzo volume compare una bella immagine di sfera armillare;
la Theoricae novae planetarum di Georg von Peuerbach (BUPd 86.a.213), in cui è presente anche una tavola esplicativa sulla posizione e i moti dei pianeti;
due immagini tratte dal facsimile dell'Astrarium di Giovanni Dondi (il manoscritto è conservato alla Biblioteca Capitolare di Padova, ms D.39). L'Astrarium contiene il progetto esecutivo, estremamente dettagliato e corredato da disegni tecnici, del più antico planetario mosso da un meccanismo di orologio che ci sia pervenuto;
il frontespizio dell'opera di iatrochimica di Johann Daniel Mylius (BUPd 91.a.91);
il Super diebus decretoriis del grande astronomo Luca Gaurico (BUPd 79.a.28), nel quale vengono illustrati i pianeti e le loro corrispondenze con il corpo umano;
le Tabulae novae iuxta Tychonis di Giovanni Antonio Magini, autore che Pompeo Caimo teneva in grande considerazione (BUPd 80.a.79);
l’Enarratio elementorum astrologiae dell'astronomo tedesco Valentin Naibod (BUPd 79.a.138);
il De astrorum iudiciis del matematico e astrologo originario di Pavia Gerolamo Cardano (BUPd 77.a.1);
il frontespizio del celebre poema astrologico Astronomicon di Marco Manilio, vissuto ai tempi dell'imperatore Augusto (BUPd 78.a.167);
il frontespizio dell'Astrologica dell'umanista di Bamberga Joachim Camerarius (BUPd 40.c.143);
il frontespizio della Somma della natural filosofia di Alonso de Fuentes, tradotta in italiano da Alfonso de Ulloa (BUPd 81.a.64.1).

