Uno sguardo sulla raccolta

Gli incunaboli

Se l’edizione più recente rinvenuta fino a questo momento tra i libri del medico udinese è un testo di medicina (Artis medicinalis... systema) dell'anatomista francese Jean Riolan il vecchio (1539-1605) stampato nel 1629quindi due anni prima della morte di Caimo (BUPd 86.a.183), la maggior parte dei libri della raccolta che oggi si conservano alla Biblioteca Universitaria di Padova era uscita prima del 1568 e comprende anche 5 incunaboli usciti tra il 1484 e il 1497. Historia destructionis Troiae, Strasburgo, Georg Husner, 1489 (BUPd SEC.XV.831)Questo nucleo quattrocentesco comprendeva: l’Historiarum ab inclinatione Romanorum imperii decades (Venezia, Tommaso de Blavi, [28.VI] 1484; BUPd SEC.XV.DUPL.182; ISTC ib00699000) dello storiografo forlivese Flavio Biondo (1392-1463); la quarta edizione delle Quaestiones de quolibet di Tommaso d’Aquino (Venezia, Francesco de’ Madiis per Annibale Fossi e Marino Saraceno, 31.V 1486; BUPd SEC.XV.DUPL.64;   ISTC it00188000): qui sulla carta di guardia Caimo riporta l’intitolazione e sotto la sua nota di possesso; l’Historia destructionis Troiae (Strasburgo, Georg Husner, 1489; BUPd SEC.XV.831ISTC ic00774000), da alcuni attribuita a Guido delle Colonne (1210-1287 ca): in questa stampa Pompeo appone la sua nota di possesso sull’occhietto e nell’incipit sul margine superiore, e nello spazio di solito lasciato in bianco per la miniatura è stata aggiunta la lettera “L” ad inchiostro bruno, entro una cornice quadrata e contro un paesaggio, ad imitazione di un’iniziale xilografica. Infine due volumi degli Opera omnia di Severino Boezio, Hec sunt opera Boetii. que in hoc volumine continentur. In Porphirii Isagogen a Victorino translatam editio prima... (Venezia, Giovanni De Gregori & Gregorio De Gregori, 10.II 1497 [seconda parte]: BUPd SEC.XV.1036ISTC ib00768000 / Venezia, Giovanni De Gregori & Gregorio De Gregori, 18.VIII, 1492 [prima parte]: BUPd SEC.XV.1036.bisISTC ib00767000).

 

L’acquisto dei libri

Caimo utilizzò diversi canali per procurarsi i libri. Il principale fu naturalmente l’acquisto tramite i librai e rivenditori soprattutto sulle piazze di Venezia, Padova e Roma, di cui rimane traccia su alcune delle sue edizioni. Tra le note di acquisto presenti sui volumi si segnala ad esempio quella che compare su un esemplare dell’Epitomae medicae libri septem, il compendio medico del medico di Paolo Egineta stampato a Basilea da Johann Oporinus nel 1551 (BUPd 83.a.112), curato dal medico basileese e sostenitore della Riforma Alban Thorer (Albanus Torinus). Sull’ultima carta di guardia, oltre ad alcuni appunti di Pompeo Caimo sul De casu pilorum, compare la sua nota d'acquisto: «Emptus Vitorchiani 1610 die 26 octob. pretio jul. 4.» (comprato a Vitorchiano, nel viterbese, il 26 ottobre del 1610 al prezzo di 4 giuli); forse un acquisto portato a termine durante uno dei viaggi al seguito della corte del cardinal Montalto.

Nota di acquisto in Paolo Egineta, Medicinae totius enchiridion, septem libris, Basilea, Oporinus, 1551. Ultima carta (BUPd 83.a.112)

Un secondo canale di approvvigionamento fu quello rappresentato dalla cessione, dispersione o trasferimento di altre biblioteche. Soprattutto nel caso dei medici il passaggio delle raccolte private dopo la morte di un professionista verso altri colleghi era molto diffuso, in particolare quando si trattava di importanti collezioni ben conosciute, come ad esempio quella del medico e professore alla Sapienza Johannes Faber dispersa nel 1629 al momento della sua morte (Brevaglieri 2008; Miggiano 2008).

Publio Vegezio Renato, De re militari..., Parigi, Jean Petit, 8 1515. Timbro di Prospero Podiani sul verso del Frontespizio (BUPd 44.a.143)Prospero Podiani - Perugia, Biblioteca comunale Augusta, stanza del direttore (Wikipedia Commons)Caimo entrò, invece, in possesso di tre volumi appartenuti al perugino Prospero Podiani (1535-1615), uno dei maggiori bibliofili europei del tempo. Podiani intorno al 1580 decise di trasformare la sua grande collezione (si parla di circa diecimila volumi) in una raccolta pubblica cedendola al comune di Perugia (L'Invenzione della biblioteca 2016). Tuttavia nel lungo intervallo di tempo intercorso tra l’accordo con le autorità pubbliche e la morte di Podiani, diversi volumi vennero prestati ma anche venduti. Nelle mani di Caimo finirono un compendio di testi sull’arte militare di Publio Vegezio Renato, Sesto Giulio Frontino e Claudio Eliano, pubblicati a Parigi da Jean Petit l’8 giugno 1515 (BUPd 44.a.143); di Wolfgang Lazius il Commentariorum in genealogiam Austriacam libri duo, celebrazione della dinastia degli Asburgo fatta uscire a Basilea da Nikolaus Episcopius e Johannes Oporinus nel marzo 1564 (BUPd 44.a.26); e infine l’Etica nicomachea di Aristotele tradotta in latino da Antonio Riccoboni e pubblicata a Francoforte dagli eredi di Andreas Wechel nel 1596 (BUPd 84.a.114).

Nota di dono di Johannes Faber in Raymund Minderer, De calcantho seu vitriolo. Frontespizio, particolare (BUPd 84.a.95)

Ulteriore percorso per l’incremento della biblioteca Caimo fu quella dei doni ricevuti da amici e colleghi medici, soprattutto durante il periodo romano. È il caso, ad esempio di un volume di Raymund Minderer sul vetriolo donato a Caimo dal sopra ricordato Johannes Faber. Il medico di Bamberga residente a Roma, cancelliere dei Lincei dal 1611, semplicista pontificio e docente alla Sapienza, possedeva una biblioteca di circa 1200 volumi e, soprattutto, era un vero e proprio mediatore culturale tra Roma e il mondo tedesco grazie ad un’ampia e differenziata rete di relazioni implementate anche attraverso la corrispondenza. Quello rappresentato da Faber era un canale capace di offrire ad amici e colleghi l’opportunità di entrare in contatto con il ricco mercato editoriale d’Oltralpe. Il sistema faceva perno sulla città di Augusta inserita tra i territori cattolici e protestanti, dove Faber manteneva stretti rapporti con l’ambiente medico locale. I libri entravano poi in Italia passando per Venezia attraverso la mediazione dei mercanti del Fondaco dei tedeschi.

Oltre alle informazioni che circolavano tra colleghi, un medico dell’epoca poteva tenersi aggiornato sulle novità editoriali tramite i cataloghi dei librai e delle fiere librarie, soprattutto quella che si teneva a Francoforte, ma poteva anche avvalersi della serie di letture consigliate dal medico portoghese Rodrigo de Castro (1546-1627) nel suo Medicus-politicus (stampato ad Amburgo da Georg Ludwig Frobenius nel 1614) e altri testi simili. E anche un volume come le Vitae illustrium medicorum dell'olandese Petrus Castellanus (Pieter van de Casteele), pubblicato ad Anversa da Guillaume van Tongheren nel 1618 (BUPd 12.c.197) e posseduto da Caimo, poteva essere utile a questo scopo, presentando accanto alla biografia di ogni personaggio illustrato un elenco delle loro opere.

 

Tracce d’uso e di lettura

Foglia secca conservata in Lehonard Fuchs, De historia stirpium, Lione, Arnoullet, 1551. Pagina 800 (BUPd 99.a.135)Tra i libri di Pompeo Caimo si trova anche una copia del De historia stirpium di Leonhart Fuchs del 1551, che era appartenuto in precedenza ad un altro possessore di cui il medico udinese, com’era suo uso, mascherò il nome con la propria nota di possesso (BUPd 99.a.135). Era un esemplare censurato (Fuchs dal 1559 era stato messo all’Indice): il vicario dell’inquisitore aveva cancellato il nome dell’autore posto sopra il ritratto xilografico sul verso del frontespizio e dopo questo intervento, come si legge alla fine della lettera introduttiva, aveva concesso la lettura del libro a Marco Antonio Malvezzi, probabilmente un medico o un botanico. Il volume era quindi arrivato nelle mani di Caimo, che probabilmente lo aveva utilizzato come una sorta di erbario secco personale: tra le pagine dell’esemplare sono infatti tutt'ora presenti foglie e fiori secchi.

Altre tracce d’uso presenti sui libri sono naturalmente i numerosi segni di lettura e di studio: in alcuni casi il medico utilizzò le carte di guardia dei suoi volumi per eseguire anche alcune traduzioni dal greco di testi di Aristotele, Isocrate e Galeno. Numerosi sono poi i libri fittamente postillati dalla mano di Pompeo sia in latino sia in greco. Alle volte i fogli preliminari dei volumi vennero utilizzati da Caimo per appuntare citazioni poetiche tratte soprattutto da Dante e Petrarca, in altri casi servirono per annotare sue composizioni originali: è il caso dell’Encomio di Aristotele presente sull’esemplare della Fisica aristotelica del 1556 (BUPd 64.a.37) o ancora della composizione che inizia con il verso Di sonora harmonia sulla carta di guardia dei Prolegomena et Prognosticorum libri tres di Ippocrate commentati da Johan van Heurne (1543-1601), stampati nel 1597 (BUPd 89.a.107).

Componimento di Pompeo Caimo, in Hippocrates, Prolegomena et Prognosticorum libri tres, 1597 (BUPd 89.a.107)

Di sonora harmonia

Fortunato stromento,

Va’ pronto ove t’invia

Mio amoroso talento,

E fra le man' leggiadre

Dolci del mio cor ladre

Rendi suono dolente

Testimon di egra mente,

E siano i tuoi concenti

Segni di miei martir, de’ miei lamenti.


 

Libri censurati e licenze di lettura

Cartiglio con sonetto di Petrarca di mano di Caimo in Aristoteles, De anima libri tres, Basilea, Platter, 1538. Carta A2r (BUPd 44.c.237)Tra il XVI e il XVII secolo per le biblioteche mediche in particolare, e quindi anche per quella di Pompeo Caimo, procurarsi le opere più aggiornate o le edizioni più autorevoli significava imbattersi inevitabilmente (come abbiamo visto sopra) con autori ed editori finiti sotto la lente della censura: la Chiesa romana a partire dal primo indice universale del 1559 aveva messo al bando buona parte della produzione editoriale europea. Numerosi esemplari del medico udinese presentano interventi censori con la cancellazione di autori ed editori riformati. Si veda, ad esempio, l’edizione basilleese del De Anima di Aristotele curata dal teologo e umanista francese vicino alla Riforma Lefevre d’Etaples (1455-1536), pubblicata a Basilea da Platter nel 1538 (BUPd 44.c.237). Il nome del curatore, presente in testa alla prefazione, era stato coperto da un cartiglio bianco incollato, cartiglio di cui Pompeo approfittò per trascrivere il sonetto 204 del Canzoniere petrarchesco (tra l’altro qui «i due bei lumi accesi» con cui il poeta alludeva agli occhi di Laura, per il medico udinese diventano un riferimento a Platone e Aristotele). Naturalmente era stato mascherato anche il nome del tipografo Thomas Platter.

Per superare gli inevitabili controlli e la rigidità delle autorità religiose era necessario procurarsi presso gli inquisitori le licenze di lettura dei libri proibiti che erano associate all’espurgazione dei volumi stessi. E Pompeo Caimo sicuramente nel corso della sua vita aveva dovuto richiedere molte di queste licenze, contando magari su qualche conoscenza all’interno della Congregazione dell’Indice. La sua biblioteca, come abbiamo visto, contava un gran numero di stampe provenienti dall’estero (e una parte significativa dalla Svizzera calvinista), inoltre diverse sue edizioni erano curate da studiosi con simpatie religiosi riformate, come ad esempio Joachim Camerarius, Girolamo Cardano, Theodor Zwinger o il già ricordato Leonhard Fuchs.

Di Caimo si conserva una licenza di lettura risalente al 13 giugno del 1620 e sottoscritta dal maronita Vittorio Scialach Accorense, professore di lingua Araba e Caldea alla Sapienza, interprete del Sant’Uffizio e dal 1622 uno dei primi consulenti della Congregazione De Propaganda Fide. Nel documento Accorense afferma di aver sentito più volte il Maestro del Sacro Palazzo in merito ad alcuni libri proibiti posseduti da Pompeo Caimo e che questi aveva dato licenza (per iscritto in alcuni casi, per altri solo a voce) che Pompeo potesse tenerli e leggerli «per contradirli» (ASUd, b. 79, f.4).


Indice:

Nella galleria qui sopra vengono presentati:

Il frontespizio dell'ultima edizione acquisita da Pompeo Caimo: Jean Riolan, Artis medicinalis... systema, Basilea, Ludwig König, 1629 (BUPd 86.a.183)

Sull'ultima carta di guardia di un'opera di Paolo Egineta, il Medicinae totius enchiridion del 1551 (BUPd 83.a.112), compare la nota di acquisto di Pompeo Caimo: «Emptus Vitorchiani 1610 die 26 octob. pret. iul. 4» e l'esposizione, sempre di mano di Pompeo, del De casu pilorum.

Due edizioni appartenute a Prospero Podiani e acquisite poi da Pompeo Caimo: Publio Vegezio Renato, De re militari, Parigi, Jean Petit, 1615 (BUPd 44.a.143) e Wolfgang Lazius, Commentariorum in genealogiam Austriacam, Basilea, Oporinus & Episcopius, 1564 (BUPd 44.a.26). Su questa seconda edizione si nota, oltre alla censura dei nomi degli stampatori Johannes Oporinus e Nicolaus Episcopius, due timbri di Podiani posti ai lati della marca tipografica.

Il frontespizio delle Vite illustrium medicorum di Petrus Castellanus stampate nel 1618 (BUPd 12.c.197) con due pagine dedicate alla biografia e al lungo elenco delle opere di Leonhard Fuchs.

Alcune immagini tratte dall'esemplare di Pompeo Caimo del De Historia stirpium di Leonhard Fuchs del 1551 (BUPd 99.a.135). In particolare si può notare il nome dell'autore cancellato a penna sopra il suo ritratto xilografico; la concessione di lettura del vicario inquisitoriale rilasciata al possessore precedente Marco Antonio Malvezzi; alcune foglie secche presenti all'interno del volume e raccolte presumibilmente dal medico udinese, ultimo possessore del volume.

Due interventi di mano di Caimo sulle carte di guardia dei suoi volumi. Nel primo caso si tratta di una composizione poetica presente su un volume di Ippocrate, Prolegomena et prognosticorum libri tres, stampata nel 1597 nell'Officina Plantiniana di Anversa (BUPd 89.a.107). Nel secondo, l'ultimo foglio bianco del De lue Venerea (Spira, Albin, 1590) di Girolamo Capodivacca (BUPd 93.a.148) è servito per appuntare la preparazione galenica delle Pillulae Mercuriales con le dosi degli ingredienti e la posologia: «Datur drachma una per spatium triginta dierum».

L'edizione censurata del De Anima libri tres di Aristotele curata da Lefevre d'Etaples e stampata a Basilea da Thomas Platter nel 1538 (BUPd 44.c.237). Alla carta A2r il nome del curatore è stato coperto da un cartiglio poi usato da Caimo per copiare un sonetto del Canzoniere; sul colophon invece il nome del tipografo è stato mascherato a penna.

Licenza di lettura concessa a Pompeo Caimo da Vittorio Accorense il 13 giugno 1620 (ASUd, b. 79, f.4):

«Io Vittorio Accorense Maronita fo indubitata fede a chiunq[ue] vederà la presente come ho parlato più volte al r[everendissi]mo p[ad]re Maestro del Sacro Palazzo per la licenza d’alcuni libri prohibiti per il sig[no]r Pompeo Caimo, il qual p<ad>re d’alcuni dette licenza in scriptis dell’altri mi ha detto a bocca che d[ett]o sig[no]r Pompeo poteva tener e leger l’altri libri per contradirli et in fede di ciò la presente sarà sotto scritta da me e sigillata con il proprio mio sigillo. Di casa li 13 di giunio 1620

Io soprad[ett]o Vittorio Accorense Maronita manu propria»