MIRROR N.12

Mirror n. 12 è un lavoro del 2021 di Silvia Giambrone, parte delle serie Mirrors avviata dall'artista nel 2018: si presenta come uno specchio da terra privato della superficie riflettente, che viene sostituita con della cera di colore bianco all’interno della quale sono inserite spine di acacia, una pianta comunemente presente ad Agrigento, città natale dell'artista. 

La scelta di un oggetto legato alla dimensione domestica, con particolare attenzione alla sfera del femminile, è centrale nella poetica dell'artista, che utilizza sovente lo specchio come potente mezzo espressivo, attraverso cui dar vita, grazie a significative manomissioni, a veri e propri corto circuiti visivi: tradizionalmente considerato simbolo di riflessione e della conoscenza di sé, lo specchio, privato della sua funzione originaria, diventa una barriera che intimorisce, metafora della tirrania di genere e componente integrante di un sistema più vasto di oppressione. 

 La lacerazione fisica e spirituale proposta dall'opera richiama le pressioni esercitate dai modelli di perfezione estetica promossi dai media e dalla società, che spesso finiscono per limitare la libertà delle donne. Da elemento che a prima vista potrebbe apparire frivolo, lo specchio si rivela dunque uno strumento capace di promuovere una riflessione sull’addomesticamento del corpo femminile e sui modelli sociali instaurati dal patriarcato, interrogando le convenzioni legate alla cultura della bellezza e alla normalizzazione del dolore all’interno delle relazioni sociali.

L’opera è stata esposta in varie occasioni, tra cui si ricordano la seconda edizione di Roma Arte in Nuvola (2022) – in collaborazione con lo Studio Stefania Miscetti e la galleria Richard Saltoun  e la mostra ART AND HUMAN RIGHTS (2023) presso il Palazzo delle Nazioni di Ginevra in occasione del 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con la curatela di Ilaria Bernardi.

Mirror n. 12
Silvia Giambrone, Mirror n.12, 2021, bronzo, resina, cera e spine d'acacia, 210 x 127 x 13cm  
© Gianluca Di Ioia