La scrittura del silenzio è una scultura in marmo bianco realizzata nel 1975, rappresentante un libro aperto di piccole dimensioni, accompagnato da una matita in grafite – anch’essa bianca – poggiata sull’incavo tra le due pagine. L’intento dell’artista Mirella Bentivoglio è ravvisabile già dal titolo, dove il silenzio diventa oggetto di indagine e conoscenza. Il libro viene dunque utilizzato come simbolo, strumento tradizionalmente adibito alla conoscenza, che qui perde la sua funzione di veicolare un messaggio, tramutandosi in esso. A completare tale lettura è la matita, il cui colore simula il marmo del libro e invita allo stesso tempo a scrivere sulle sue pagine un testo, la cui leggibilità risulta naturalmente difficile, così come difficile è interpretare un silenzio.
La scelta del medium lapideo – nella sua imperturbabilità – si carica di un valore espressivo che supera quello verbale, come spesso emerge nella poetica dell'artista. Lo spettatore è quindi invitato a riflettere sul silenzio inteso sia come assenza di parola sia come un linguaggio alternativo, che può rivelare delle verità più profonde, comprensibili unicamente attraverso l’ascolto.
De La scrittura del silenzio esiste una seconda versione. La scelta di creare delle serie di una stessa opera, come pure accade con i simboli dell’uovo e dell’albero, è tipica dell’attività espressiva di Mirella Bentivoglio. La ripetizione di concetti poetici in opere diverse viene giustificata dall’artista attraverso la metafora della poesia: le sue creazioni sono paragonabili a liriche, che possono essere quindi pubblicate e ripetute in diverse edizioni.
