La cerimonia d'inaugurazione

L’inaugurazione del Portone si tiene il 10 giugno 1923, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e dai ministri dell’Istruzione, l’on. Giovanni Gentile, e delle Terre liberate dal nemico, l’on. Giovanni Giuriati. Si ricorda che Padova viveva in quel periodo un momento di grande visibilità e celebrazioni: il primo giugno si era infatti recato a Padova il presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini, per la sua prima visita ufficiale in concomitanza con l’inaugurazione della V Fiera Campionaria. Testimone del suo arrivo è ancora oggi la firma apposta nell’Albo del Comune, esposto presso il Museo del Risorgimento e dell'Età Contemporanea a Padova.

Albo d’onore del Comune di Padova: visita di Benito Mussolini, 1 giugno 1923, MREC

Mussolini aveva visitato anche la prestigiosa sede dell'Ateneo, tenendo un discorso nell'Aula Magna del Palazzo del Bo, accolto dalle autorità cittadine ed accademiche, così come dagli studenti.

Alcuni giorni dopo, anche S.M. il re giunge alla stazione di Padova, come aveva fatto poco più di un anno prima, il 15 maggio del 1922, arrivato per le celebrazioni del settimo centenario dell'Ateneo

Tra canti festosi ed applausi, il sovrano si reca di fronte al Palazzo universitario per presenziare alla cerimonia di inaugurazione del Portone. La prima parte della cerimonia avviene esternamente alla sede del Bo, per passare poi, dopo lo svelamento del portone, un momento “dei più commoventi e suggestivi” (Cronaca del direttore amministrativo, 1919-1940), al Cortile antico.

La cerimonia d'inaugurazione, 10 giugno 1923, AGAPd, Cronaca del direttore amministrativoIl programma della cerimonia d'inaugurazione, AGAPd


Viene ivi tenuta una messa da campo, attorno alla bara coperta dal tricolore, sulla quale era posato un cappello goliardico, sorteggiato tra i colori delle varie Facoltà. Si completa la cerimonia con il tradizionale rito dell’alzabara.

La cerimonia d'inaugurazione, BC

Durante la cerimonia, appaiono significativi i discorsi tenuti da Raffaele Cantoni, presidente del comitato studentesco, e dal rettore Lucatello; quest’ultima, in particolare, sottolinea la cura e l’orgoglio con cui verrà mantenuto il monumento appena eretto, simbolo di una “guerra a difesa del diritto e della civiltà”.

Il rito viene dunque qualificato come un rito di glorificazione, ed in tal senso, nelle intenzioni dell’Ateneo e della comunità, i giovani immortalati dal Portone non morituri manent.