17 novembre 1883: la prima richiesta

Giuseppe Veronese al Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli
R. UNIVERSITÀ’ DI PADOVA
17 Novembre 1883

Eccellenza
Negli ultimi giorni del Giugno passato io ebbi l’alto onore di conferire con l'E.V. e con il capo della divisione per l'Istruzione Superiore intorno al progetto di un'officina da impiantarsi presso l'Università di Padova per la costruzione di modelli di Geometria descrittiva (compresa la prospettiva e la teoria di basso rilievi) di Geometria superiore, Fisica-matematica, e Meccanica razionale.
L’E.V. mi incoraggiò allora a presentare a codesto Ministero un progettino, promettendomi il suo valido appoggio. Mi pregio quindi di sottoporre ora al suo esame la seguente domanda.
L'insegnamento delle Scienze deve raffermarsi secondo i nuovi principj e le nuove verità che mano mano vanno arricchendo il patrimonio dell'umano sapere. È per questo che le proposte delle Scienze esatte creano continuamente nuovi bisogni all'insegnamento, cui fa uopo provvedere se si vuole che esso riesca veramente efficace. Fra questi bisogni c'è anche l'aumento del materiale scientifico. È necessario infatti che la parola del Professore sia sempre sussidiata da affermazioni pratiche, che diano all'esposizione di lui maggior chiarezza ed autorità, e acciocché le verità della Scienza rimangano maggiormente impresse nella mente dei giovani.
L’intuito in Geometria consiste nel rappresentarci alla nostra mente le figure dello spazio, in modo che il nostro pensiero possa addentrarsi in esse unendole e separandole a vicenda e scoprire il nesso intimo che tutte le compenetra. È questo intuito dello spazio che bisogna far sviluppare nella mente dei Giovani fino ancora dalla loro più tenera età, ed a tal uopo è utile accompagnare ogni dimostrazione geometrica, per quanto è possibile, con disegni e modelli mediante i quali il Giovane possa meglio comprendere ed intuire le proprietà geometriche dei corpi senza tanti sforzi della mente.
Per l'insegnamento della Geometria elementare e degli elementi di Geometria descrittiva esistono già nelle nostre scuole delle collezioni più o meno complete che servono allo scopo anzidetto. Invece per la Geometria descrittiva e superiore poco tempo fa mancavano del tutto. Queste Scienze per le questioni elevate e difficili di cui si occupano hanno bisogno ancora più di quella elementare del sussidio di buoni modelli.
All'Estero sono sorte alcune officine per la costruzione di questi modelli, la migliore delle quali è senza dubbio quella di Monaco annessa al Politecnico. Le nostre Università e i nostri Istituti sono quindi obbligati di ricorrere a questa o ad altre officine.
lo credo che pel progresso sempre maggiore degli studj matematici in Italia, un Atelier come quello di Monaco sarebbe da noi di grande giovamento, perché le nostre scuole si renderebbero indipendenti anche per questo dall'Estero, e potrebbero procurarsi le loro collezioni con minor spese.
Una tale officina non avrebbe soltanto Io scopo di fabbricare dei modelli, ma anche di fare esercitare i Giovani della Facoltà di Matematica e della Scuola d'Applicazione per gli Ingegneri nella costruzione di essi, affinché potessero rendersi ragione col fatto di certe teorie complicate sviluppate in Scuola. Accompagno questa mia domanda con le lettere di alcuni miei Colleghi, e cioè dei SS. Professori Brioschi, d'Ovidio, de Paolis, Dini, Bertini, dalle quali il Ministero potrà meglio giudicare sull'utilità e importanza dell'officina, di cui io propongo l'impianto presso l'Università di Padova, e potrà anche persuadersi, come mi scrisse il prof. Brioschi, che in Italia un tale Atelier non potrebbe vivere senza incoraggiamenti speciali. Da queste lettere risulta che le Università di Roma, Torino, Pavia, Pisa spesero complessivamente 8 mila lire circa in modelli, però sono lontane dall'avere le raccolte complete, mentre tutte le altre Università e gli Istituti Superiori sono del tutto o quasi del tutto sprovvisti.
Affinché l’E.V. possa farsi un'idea chiara ed esatta di questo genere di officine, credo opportuno di darle qualche notizia intorno a quella di Monaco.
Al Politecnico di questa città è annesso un Istituto matematico, il quale si compone sin dal 1875 d'una Collezione, di una Biblioteca per i membri (Professori e studenti), del Seminario matematico, ed un Atelier. La collezione conta oltre 500 modelli di Geometria superiore, Fisica-matematica, e Meccanica. L'Atelier è fornito di ordigni, apparati, torni per la costruzione di modelli in legno e gesso. Questi sono talvolta il risultato di ricerche speciali degli stessi Professori dei corsi superiori della Facoltà matematica e del Politecnico. Quando se ne è raccolto un certo numero, i migliori vengono consegnati ad una libreria (forse la libreria editrice di Ludwig Brill), la quale s'incarica di farli pittare e porli in vendita.
La spesa d'impianto del solo Atelier è pertanto di circa un migliajo e mezzo di lire. Non ci sono operai pagati dallo stato, ma ce n'è uno che ha l'incarico dalla libreria produttrice di pittare i modelli, ed è da questa retribuito. Questo operajo è anche incaricato dalla scuola di riparare ai guasti che avvengono nella collezione e nel materiale dell'Atelier, e di dare agli studenti quegli schiarimenti pratici di cui hanno bisogno; è per questo preposto alla fine dell'anno un piccolo conto. Questo conto e le spese per la Biblioteca, per la Collezione e per il materiale ecc., vengono coperte con una somma annua di lire 1000 pagate dallo stato. Il Direttore dell'istituto matematico e perciò anche dell'Atelier percepisce dallo stato mille lire all'anno.
La libreria vende i modelli alle scuole bavaresi ad un prezzo di favore. Questo è l'ordinamento dell'Officina di Monaco, la quale come dissi è unita ad una Biblioteca matematica ed a una Collezione. Ma vi sono altri Atelier a Gottingen, a Carlsruhe, a Parigi, etc., i quali avranno forse ordinamenti diversi.
Ora chieggio all’E.V. un sussidio di L 2000 allo scopo di recarmi ad esaminare e studiare queste officine, sia rispetto al loro impianto, sia rispetto alla parte tecnica esecutiva; onde l'Atelier da stabilirsi qui da noi non sia inferiore a quelli esteri e possa sostenere lodevolmente la concorrenza, ripromettendomi di presentare e formulare all’E. V., subito dopo il mio viaggio, una proposta coerente in proposito.
Qualunque sia per essere questa mia proposta l'E.V., vede che si tratta di spendere annualmente 2000 lire circa da parte dello Stato, per ottenere una cosa molto utile all’insegnamento delle Scienze esatte.
Sapendo per prova con quanto amore l'E.V. si occupi del progresso degli Studi Scientifici in Italia, io spero che vorrà accogliere benignamente questa mia domanda.
Per togliere poi ogni malinteso, dichiaro che io mi recherei a visitare gli Atelier durante le ferie Pasquali ed autunnali del 1884, in modo cioè di non pregiudicare il mio corso regolare di lezioni.

Con profondo ossequio
V.o Dev.mo Prof. Giuseppe Veronese