Animali

“Era il tempo delle grandi migrazioni e nella pianura sorvolata dagli astori e dai nibbi le carovane passavano una dopo l'altra: i cammelli, gli uomini, il bestiame, i bambini, le donne, i vecchi e le vecchie. Tutti con l'ansia e la serietà degli animali in migrazione, la necessità dolorosa dell'andare mentre tutt'intorno sfilavano fuggitive le cose ferme" (Eugenio Turri, Diario di un geografo)

Animali

L’uomo oggi è la più grande minaccia alla diversità animale e vegetale che egli stesso nei millenni ha contribuito a creareLo sguardo di Eugenio Turri si sofferma spesso su pratiche tradizionali estensive di allevamento, pascolo e transumanza che hanno favorito per secoli la biodiversità, la gestione sostenibile del suolo, un rapporto intimo tra uomini e animali. Nel Rapporto globale sullo stato della biodiversità per l’alimentazione e l’agricoltura pubblicato dalla FAO nel 2019 viene denunciato per la prima volta l’impoverimento dei nostri sistemi alimentari: di 7745 razze di bestiame locali segnalate nel mondo, oltre il 25% è a rischio scomparsa, e quasi 1/3 degli stock ittici è sovra-sfruttato. Tra i fattori chiave della perdita di biodiversità nel Mediterraneo ci sono la standardizzazione e l’intensificazione delle pratiche di allevamento e coltivazione. Alla perdita di specie animali allevate, dimezzate in Italia nell’ultimo secolo, si affianca la riduzione della biodiversità “associata”, ovvero quella miriade di piante, animali e microrganismi (insetti, pipistrelli, uccelli, piante marine, lombrichi, funghi, batteri ecc.) che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e agroforestali in salute. È l’uomo stesso la minaccia peggiore a ciò che egli ha contribuito a creare: una diversità costruita nei millenni che una volta perduta molto difficilmente potrà essere recuperata.


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