Mostra fisica

"La varietà è la condizione stessa della bellezza” (Eugenio Turri, Il paesaggio e il silenzio)

Di_Umana_Natura

La mostra Di Umana Natura, curata da Mauro Varotto, Carlotta Fassina, Chiara Gallanti e Lucia Turri, si è tenuta presso la Sala della Musica del Museo di Geografia dell’Università di Padova dal 30 maggio al 15 settembre 2025.

Ma è una mostra pensata per viaggiare, grazie alla sua natura agile, costituita da 11 pannelli e un video. Chi fosse interessato ad ospitarla, può scrivere a museo.geografia@unipd.it. La fruizione in inglese è possibile tramite QRcode.

 

Il percorso di visita si snoda attorno a cinque temi chiave: innanzitutto l’acqua, elemento essenziale alla vita e cuore dell’intreccio millenario tra cultura e natura che è alla base della ricchissima biodiversità della regione mediterranea. Cercata, canalizzata, drenata, distribuita, l’acqua nelle fotografie di Turri ci parla di sfide con terre aride, di tecnologie di approvvigionamento per le città, di sistemi di coltivazione e di allevamento sviluppatisi rispondendo diversamente a specifiche condizioni ambientali.

Il percorso prosegue con le piante e gli animali, la cui varietà nella regione mediterranea è frutto dell’antichissima combinazione tra selezione naturale e selezione artificiale messa in atto dall’uomo. Lo sguardo di Turri si ferma sulle coltivazioni assediate dall’aridità, sui resti dei paesaggi modellati dalla cultura promiscua, così come sulle pratiche tradizionali estensive di allevamento, pascolo e transumanza che hanno favorito una gestione sostenibile del suolo. Ma anche sulla perdita del legame intimo con la terra coltivata e gli animali che le pratiche standardizzate di allevamento ed agricoltura, insieme alla cementificazione, hanno determinato a partire dal secondo dopoguerra.

Le ultime due sezioni raccontano da una lato di pietre e suoli mediterranei, una geodiversità caratteristica che sta alla base della biodiversità della regione, così come in generale della ricca articolazione del paesaggio mediterraneo, di cui Turri ha colto e interpretato moltissime manifestazioni. Dall’altro, delle persone che, coltivando, allevando, costruendo, hanno modellato questa diversità. La “morte della geografia”, secondo Turri, consiste proprio nella cancellazione della biodiversità e delle varietà culturali: due minacce strettamente connesse a cui è necessario opporsi costruendo il proprio ambiente di vita seguendo i suggerimenti della natura stessa.

Un gioco finale consente al pubblico di localizzare, su una carta muta della regione mediterranea, le riproduzioni delle foto in mostra, per recuperarne ludicamente una visione sincronica ed arricchire ulteriormente la comprensione del ricco intreccio tra natura e cultura che la caratterizza.

Il concept grafico e l’allestimento si devono a Studio Amuse, in particolare a Stefania Ingoglia con Raffaela Brazzoduro.

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