
La biodiversità come intreccio di umanità e natura
Il Mediterraneo è considerato uno degli hot-spot della biodiversità mondiale: in meno dell’1% della superficie acquatica del pianeta è presente quasi il 10% delle specie marine: la ricchezza di specie per unità di superficie è 10 volte superiore alla media mondiale. La varietà ecologica della Regione Biogeografica Mediterranea, che si estende dal Portogallo alla Turchia per circa 1.200.000 kmq e rappresenta approssimativamente l’11% del continente europeo, non è solo il prodotto della tormentata geografia fisica dei rilievi che si affacciano sul mare: è anche l’esito del susseguirsi di migrazioni di popoli provenienti da altre regioni e della millenaria attività di domesticazione e differenziazione genetica di specie, ambienti e habitat. Le foto di Eugenio Turri documentano questa armoniosa azione umana nei paesaggi mediterranei prima di denunciarne l’azione distruttrice nell’ultimo scorcio di secolo.
La mostra Di umana natura ci invita sin dal titolo a sfumare il confine tra naturale e umano, e a riscoprire il ruolo virtuoso dell’azione antropica nella creazione e protezione della biodiversità.
Le sezioni di questa mostra virtuale riprendono quelle della mostra fisica, ma il numero di foto incluse è maggiore, offrendo ulteriori sguardi sulla diversità mediterranea.
I cinque temi sono:
ACQUA – elemento fondamentale per la vita, la cui assenza o scarsità mette a rischio la biodiversità;
PIANTE – coltivate o spontanee, esito di un millenario intreccio tra selezione naturale e artificiale;
ANIMALI – che l'uomo ha domesticato come risorsa alimentare o aiuto per il lavoro;
PIETRE E SUOLI – la cui varietà favorisce lo sviluppo di differenti forme di vita;
PERSONE – che possono arricchire o ridurre la biodiversità.
