L'esemplare della Natio Germanica

4 P. Caimo, De febrium putridarum, Padova, P.P. Tozzi, 1628. Frontespizio (BUPd 54.b.63)

L’unico esemplare presente nella Biblioteca Universitaria di Padova del De febrium putridarum indicationibus del 1628 (BUPd 54.b.63) proviene dalla biblioteca della Inclytae Nationis Germanicae Artistarum, e qui fu lasciato dal medico Giovanni Rodio (1587-1659).

Le “Nationes” erano le comunità di studenti stranieri che sin dalle origini delle università si organizzarono in questa forma corporativa per garantirsi assistenza linguistica, religiosa e legale durante il periodo di permanenza presso gli atenei.

Erano organizzate secondo l'area geopolitica di provenienza e la Natio Germanica, che riuniva gli studenti di lingua e provenienza "tedesca", fu la più importante, ricca e potente, tra le corporazioni degli studenti stranieri a Padova.

Per la loro gestione le “Nationes” nominavano consiglieri e procuratori e si dotarono di archivi e biblioteche. Momento chiave nella storia della Natio Germanica di Padova fu il 1553, anno in cui incomprensioni e dispute tra gli studenti di diritto e gli studenti di filosofia, medicina e teologia ne provocarono la scissione; ciascuna delle due parti conservò un proprio archivio e una propria biblioteca che veniva sostenuta con una tassa pagata appositamente dagli iscritti e dalle frequenti donazioni in denaro o libri di sostenitori e degli stessi iscritti - abitualmente alla conclusione degli studi.

L’istituzione della biblioteca degli studenti di filosofia, medicina e teologia, ovvero dell’Inclytae Nationis Germanicae Artistarum (I.N.G.A.), risale al 1586; le vicende storiche e del patrimonio nel ‘600 trovano parziale documentazione nelle cronache della Natio Germanica, gli Acta nationis Germanicae artistarum (già editi a cura del Centro per la storia dell'Università di Padova); e nei cataloghi curati dai bibliotecari dati alle stampe dai tipografi padovani Paolo Frambotto e Pasquati, di norma intitolati Bibliotheca medico-philosophico-philologica inclytae nationis germanicae artistarum quae Patavij degit… (1673, 1677, 1685).

4 Ritratto di Johan Rode. Wikimedia CommonsIl medico danese Johan Rode, o Rhode, latinizzato in Johannes Rhodius - ma chiamato anche Giovanni Rodio per aver vissuto fino alla fine della sua vita a Padova -, dopo aver ricevuto l'istruzione primaria a Herlufsholm e quella universitaria a tra Copenhagen, Wittenberg e Marburg, fece diversi viaggi in Europa e una volta raggiunta l'Italia nel 1622 si iscrisse alla Facoltà di medicina dell'Università di Padova. Si distinse come botanico, ma rifiutò la proposta di insegnare Botanica allo Studio. Legato al circolo degli intellettuali e bibliofili che faceva capo a4 Pelle allumata passante dai Capitelli all'interno del piatto della Legatura dell'Esemplare della Natio Germanica del De febrium putridarum donato da Giovanni Rodio (BUPd 54.b.63) Lorenzo Pignoria, Felice Osio, Giacomo Filippo Tomasini e Domenico Molin (tutti coinvolti nella fondazione della Publica Libraria, l'attuale Biblioteca Universitaria di Padova), Rodio è noto anche per aver messo a punto un suo progetto per l'organizzazione della Libraria appena istituita, nel suo Hypotyposis bibliothecae publicae (1631). 

Fu da subito membro della Natio Germanica, ricoprendovi anche il ruolo di consigliere, e già a partire dal 1623 il medico danese iniziò a rifornire la biblioteca artista di opere mediche - in prevalenza edizioni del '500 (Acta nationis 1967 e successivi, OPAC BUPd).

La copia del De febrium putridarum indicationibus che Giovanni Rodio aveva posseduto, acquistata o ricevuta in dono, è confezionata in modo semplice, con una legatura in pergamena semifloscia tra le più usuali all’epoca: i piatti sono in cartoncino flessibile rivestito di pergamena, con dorso liscio e capitelli su pelle allumata passante.

Al momento della donazione del trattato medico di Caimo, Rodio appose sul frontespizio la cosiddetta "nota di dono": «Inclitae Nationi Germanae Philosophorum et Medicorum Patavii d. Joannes Rhodius MDCXLV». Nella nota si riconosce la mano di Rodio dal confronto con altre annotazioni da lui sottoscritte, come quelle nei volumi conservati in Universitaria o alla Biblioteca Pinali di Padova.

4 Nota di dono di Giovanni Rodio. P. Caimo, De febrium putridarum, Padova, P.P. Tozzi, 1628. Frontespizio (BUPd 54.b.63)

 

4 Timbro della Natio Germanica. P. Caimo, De febrium putridarum, Padova, P.P. Tozzi, 1628. Esemplare della Natio Germanica, Legatura (BUPd 54.b.63)


Nel momento, invece, in cui il pezzo fu incamerato nella biblioteca artista, come era uso, fu contrassegnato sulla coperta con il timbro della Natio Germanica (l'Aquila bicipite ad ali spiegate con insegne regali, emblema dell'Impero tedesco) e sul frontespizio con un numero superiore a 700 (forse 783), poi modificato rendendolo illeggibile (784? o viceversa) - dato che ci informa della consistenza della biblioteca in quel preciso momento.

4 Timbro della Biblioteca della R. Università di Padova. P. Caimo, De febrium putridarum, Padova, P.P. Tozzi, 1628. Frontespizio (BUPd 54.b.63)

La biblioteca della Natio Germanica oggi si trova nei depositi della Biblioteca Universitaria ed è il risultato di un acquisto risalente ad un momento non ancora precisato tra Sette e Ottocento, ma il passaggio di proprietà è stato reso manifesto con il timbro della biblioteca rettangolare ad inchiostro nero che recita «Bibliot. della R. Univ. di Padova» (Biblioteca della Regia Università di Padovaaltri timbri della Biblioteca Universitaria qui).


1 P. Caimo, De calido innato, Venezia, G. Piuti, 1626. Frontespizio. Nota di dono di Paulus Neucranz (BUPd 52.b.67)Nel catalogo della biblioteca della Natio Germanica artistarum pubblicato nel 1677 a Padova da Pasquati (p. 20sono segnalati 3 (o 4) esemplari del De Febrium putridarum indicationibus (registrati con i nn. 783, 966 sotto il titolo De Febribus putridis, e registrati con i nn. 503, 966 come De indicationibus febrium putridarum); oltre a 2 esemplari del De calido innato (registrati con i nn. 439, 587).

Ad oggi con il timbro della Nazione Germanica Artista sono state individuate in Universitaria solo una copia del De Febrium putridarum indicationibus e una del De calido innato -quest'ultima con numero 587 e nota di dono di Paulus Neucranz sul frontespizio: «I.N.G.A. [Inclitae Nationi Germanae Artistarum] Patavij lubens [do]no dedit D. Paulus Nieucrantz [Ros]tochiensis Ph. & Med. Doct. […] 20 Augusti 1633» (BUPd 52.b.67); dono documentato anche negli Acta nationis Germanicae artistarum all'anno 1633 (Acta nationis 1967, p. 341).